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Prezzi in aumento, boom per la benzina

Autore Articolo

-

Testata

Casertaweb

Data di pubblicazione

12/06/2008

Prezzi in aumento, boom per la benzina
Il presidente della Cia Napoli -Caserta

Nella lotta contro il rincaro dei prezzi gli imprenditori agricoli sono i naturali alleati dei consumatori. Non c’è alcun dubbio che il lievitare dei prezzi, che danneggia le famiglie italiane, certo non dipende dalle nostre imprese, primo anello della catena alimentare. I responsabili di questa situazione vanno cercati altrove, vale a dire in tutti quei soggetti “intermedi” che si pongono fra il produttore e il consumatore. Con queste parole Salvatore Ciardiello presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta, commenta il rincaro dei prezzi di vari generi alimentari; una situazione che- evidenzia Ciardiello- rischia di avere effetti negativi sulle tasche dei cittadini italiani. In media, dal campo alla tavola la “forbice” dei prezzi si allarga di cinque - sei volte, il che indica con tutta probabilità un problema nella lunga filiera dal produttore al consumatore che potrebbe e dovrebbe essere evitato. E’ necessario sottolineare infatti, che gli attuali andamenti al rialzo di alcune materie prime agricole, quali cereali e latte, non sono causati dagli agricoltori. I dati rilevati dimostrano chiaramente che i rincari hanno praticamente coinvolto tutti i fattori di produzione agricola. Sulla base delle ultime rilevazioni emergono -evidenzia Ciardiello- rispetto al 2002 aumenti stellari per i concimi del 116/170 per cento, per i mangimi del 27 per cento, per il gasolio del 98 per cento, per il gas del 40 per cento. Soprattutto a causa dei forti rincari dei mangimi, è la zootecnia uno dei settori a registrare le conseguenze più negative. Va poi sottolineato che il valore del prodotto agricolo rappresenta spesso una parte limitata del valore al consumo, in particolare per i trasformati. Ad esempio, un litro di latte alla stalla costa 0,34 euro, mentre al consumo arriva ad 1,40 euro. Il che rende evidente che la parte agricola incide poco più del 20 per cento sul prezzo finale. La questione del prezzo del latte merita un ulteriore approfondimento. In Italia aumenta del 325% dalla stalla alla tavola, con importi riconosciuti agli allevatori tra i più bassi in Europa che non coprono più neanche i costi di produzione, mentre i consumatori lo pagano a livelli record. Di fronte a tali dati , appare sempre più necessario -evidenzia Ciardiello- apportare un sostanziale riequilibrio al mercato, riducendo la forbice, sempre più elevata, tra i prezzi dal campo alla tavola. E la proposta sul doppio prezzo (sia quello di origine che di consumo) potrebbe rappresentare un deterrente per evitare rincari ingiustificati che alimentano soltanto l’inflazione e causano pesanti ripercussioni per la spesa degli italiani, con conseguente calo nei consumi. Per contenere la corsa dei prezzi, soprattutto sul fronte agroalimentare bisogna superare le attuali inefficienze della filiera, rendendo più stretti e realmente proficui i rapporti tra i vari soggetti. Le speculazioni che sembrano essersi innescate devono trovare, infatti , -secondo Ciardiello -una barriera nell’alleanza, sempre più salda, fra produttori agricoli e cittadini-consumatori.

12/06/2008

 
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