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Il CODICE ETICO DELLA C.I.A. NAPOLI -
CASERTA |
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PREAMBOLO |
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La CIA, ai sensi dell'art. 2 del proprio Statuto, è un'associazione democratica,
autonoma ed indipendente, che afferma la centralità dell'impresa agricola
singola ed associata e promuove la crescita culturale, morale, civile ed
economica degli agricoltori e di tutti coloro che operano nel mondo
rurale. La Cia opera per l'affermazione dei valori che attengono
all'agricoltura, alla libera iniziativa imprenditoriale, al lavoro, alla pace,
alla tolleranza, alla solidarietà ed alla cooperazione, alla valorizzazione
dell'ambiente e del territorio. La Cia fa propri i valori di riferimento ed
i principi contenuti nella Costituzione della Repubblica Italiana, nella
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nella Carta dei Diritti fondamentali
dell'Unione Europea e nella Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo
sviluppo. Coerentemente a questi principi, il sistema confederale, con senso
di responsabilità e con integrità morale, si pone l'obiettivo di continuare a
contribuire al processo di sviluppo dell'agricoltura italiana ed europea, ed
alla crescita civile del paese. In questo quadro, la CIA ritiene elemento
sostanziale di tutto il sistema il dovere di: · preservare ed accrescere la
reputazione degli agricoltori quale forza sociale autonoma, responsabile ed
eticamente corretta; · contribuire concretamente, in primo luogo attraverso
i suoi stessi comportamenti, alla crescita culturale, sociale ed economica degli
agricoltori, in un contesto di crescita civile complessiva dell'Italia,
dell'Europa e del Mondo. La CIA, e per suo tramite tutte le sue componenti:
le Associazioni provinciali, o equivalenti, e regionali gli agricoltori
associati; i dirigenti che rivestono incarichi associativi; i dipendenti; si
impegna ad adottare modelli di comportamento ispirati ai principi etici,
all'autonomia, all'indipendenza ed all'integrità, così come sono venuti ad
affermarsi e consolidarsi nel corso della storia dell'organizzazione e che ne
costituiscono la sua identità fondamentale. Tutto il Sistema, dal singolo
agricoltore associato ai massimi vertici confederali, è impegnato nel
perseguimento di questi obiettivi, in quanto ogni singolo comportamento non
eticamente corretto non solo provoca negative conseguenze in ambito associativo,
ma danneggia l'immagine del mondo agricolo e della Confederazione nelle
Istituzioni e nella Pubblica Opinione. I principi etici del sistema Cia non
sono valutabili solo nei termini di stretta conformità alle norme di legge e
dello Statuto, ma si fondano sulla convinta adesione a ricercare, nelle diverse
situazioni, i più elevati standard di comportamento. Il codice etico della
CIA è unico ed è adottato, recepito ed attuato a tutti i livelli associativi
confederali; le relative violazioni sono sanzionate dai rispettivi organi
dirigenti, in base alle indicazioni statutarie e/o dei regolamenti.
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DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ASSOCIATI |
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Gli associati CIA si riconoscono pienamente nei valori e nei principi di
riferimento indicati nello Statuto nazionale della Cia. Essi pertanto si
impegnano:come imprenditori agricoli a rispettare i diritti dei consumatori e ad
essere responsabili della sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti
commercializzati; a promuovere nell'azienda il ruolo dei coadiuvanti familiari,
le pari opportunità tra uomini e donne ed il ricambio generazionale; a
considerare la tutela dell'ambiente e la prevenzione di ogni forma di
inquinamento una propria costante responsabilità; a rispettare le norme in
vigore, sia interne che comunitarie, ed in particolare quelle relative alla
erogazione di contributi, aiuti e sussidi e finanziamenti in genere; mantenendo
sempre e comunque comportamenti caratterizzati da onestà ed integrità morale; ad
applicare compiutamente leggi e contratti di lavoro ai propri dipendenti; a
comportarsi con lealtà e rispetto della dignità dei propri collaboratori,
favorendone la crescita professionale e salvaguardando la sicurezza sul lavoro;
a comportarsi con correttezza e lealtà nei confronti di clienti, fornitori e
concorrenti; a sviluppare rapporti di collaborazione, nella ricerca del
reciproco beneficio, con gli altri imprenditori ed operatori delle filiere
agricolo-alimentari e del territorio; a mantenere rapporti ispirati alla
correttezza ed integrità con la Pubblica Amministrazione; come associati: a
partecipare attivamente alla vita associativa; a tutelare l'immagine della
Confederazione in ogni situazione in cui venga messa in discussione; a
contribuire alle scelte associative in piena integrità ed autonomia, scevri da
pressioni interne ed esterne, ed avendo come obiettivo prioritario l'interesse
del mondo agricolo e del sistema confederale; a mantenere rapporti di autonomia
con i partiti ed i movimenti politici, sindacali, culturali e religiosi,
salvaguardando sempre l'interesse degli agricoltori e del sistema confederale;
ad instaurare e mantenere relazioni costruttive con gli altri associati; ad
escludere la possibilità di rapporti associativi con organizzazioni concorrenti
o conflittuali; a comunicare preventivamente alle Associazioni del Sistema altre
diverse adesioni; a rispettare gli orientamenti che la CIA fornisce nelle
diverse materie e ad esprimere le personali posizioni preventivamente nelle sedi
proprie del dibattito interno; ad informare tempestivamente la CIA di ogni
situazione suscettibile di modificare il proprio rapporto con gli altri
imprenditori e/o con l'Associazione, concordando i conseguenti
comportamenti.
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DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI CON INCARICHI ASSOCIATIVI |
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L'elezione è subordinata alla verifica della piena rispondenza dei candidati ad
una rigorosa e sostanziale aderenza ai valori ed ai principi del sistema CIA.
I dirigenti della Cia e delle strutture da essa promosse, si impegnano: ad
assumere gli incarichi per spirito di servizio verso gli associati, il Sistema
confederale ed il mondo esterno, senza avvalersene per vantaggi diretti o
indiretti; ad orientare le proprie scelte al massimo beneficio per gli
associati, nel rispetto delle norme e dei principi generali della
Confederazione; a mantenere un comportamento ispirato ad autonomia, integrità,
lealtà e senso di responsabilità nei confronti degli associati, dei cittadini e
delle istituzioni; a seguire le direttive confederali, contribuendo al dibattito
nelle sedi proprie, ma mantenendo l'unità del Sistema verso il mondo esterno; a
favorire l'instaurarsi di un clima interno cooperativo e solidale, finalizzato
alla corretta circolazione delle conoscenze ed alla creazione di valore, nel
primario interesse degli associati e del sistema confederale; a proporre
all'organo di appartenenza iniziative, programmi e progetti, solo se conformi
alle norme in vigore e tali comunque da non far conseguire ad alcuno indebiti
contributi, finanziamenti o vantaggi; a segnalare immediatamente al competente
organo di appartenenza qualsiasi situazione che possa porre il dirigente CIA in
situazione di conflitto di interessi, di qualunque natura o causa, con il
sistema CIA; a comportarsi con lealtà, onestà e correttezza nello svolgimento
del mandato ricevuto, nei confronti degli associati, degli altri membri
dell'organo di appartenenza, degli altri organi confederali e delle varie
strutture, compreso gli istituti, le associazioni e le società promosse dalla
Cia, o componenti il sistema CIA; ad avvertire immediatamente gli organi
competenti di fatti, atti o eventi, che in qualunque modo possano danneggiare
l'immagine, la credibilità e la reputazione della CIA o di sue singole
componenti; a fare un uso riservato delle informazioni acquisite in virtù delle
proprie cariche; a rispettare pienamente l'integrità fisica, morale e culturale
dei dipendenti e dei collaboratori, valorizzandone il ruolo e le opportunità di
crescita professionale, senza comportamenti illeciti o che esprimano
discrezionalità o abuso d'autorità; a mantenere con le forze politiche,
sindacali e con le Istituzioni un comportamento ispirato ad autonomia ed
indipendenza, fornendo informazioni corrette per la definizione dell'attività
legislativa ed amministrativa; a coinvolgere effettivamente gli organi
decisionali dell'Associazione per una gestione partecipata ed aperta alle
diverse istanze; a rimettere il proprio mandato qualora per motivi personali,
professionali o oggettivi, la loro permanenza possa essere dannosa all'immagine
degli agricoltori e della CIA.
I dirigenti, collaboratori, associati con
incarichi di rappresentanza esterne o con incarichi professionali attivati in
riferimento al sistema Cia, inoltre, si impegnano: · a svolgere il loro
mandato nel primario interesse degli associati e del sistema confederale, nel
rispetto delle norme vigenti e senza avvalersene per vantaggi diretti o
indiretti; · a fornire all'organismo dirigente, competente per la nomina,
tutte le informazioni relative ad eventuali compensi, indennità o rimborsi spese
derivanti dal mandato di rappresentanza o dall'incarico professionale; · ad
informare costantemente gli organismi dirigenti, o le strutture preposte, sullo
svolgimento del mandato; · a rimettere il mandato in caso di incompatibilità
o di impossibilità a garantire un suo costante ed efficace svolgimento e,
comunque, su richiesta della Confederazione; · ad informare gli organismi
dirigenti e concordare con essi ogni ulteriore incarico scaturito dal mandato o
dall'attività professionale.
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DOVERI E OBBLIGHI DEI DIPENDENTI |
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I dipendenti della Cia o degli Istituti, Associazioni e Società promosse dalla
Cia si impegnano: · a ricercare nel proprio incarico operativo il massimo
beneficio per gli associati e per gli utenti dei servizi confederali, nel pieno
rispetto delle normative vigenti; · a rispettare le norme organizzative e
disciplinari adottate dagli organi dei vari livelli associativi, con lealtà e
correttezza; · a favorire l'instaurarsi di un clima interno cooperativo e
solidale, finalizzato alla corretta circolazione delle conoscenze ed alla
creazione di valore, nel primario interesse degli associati e del sistema
confederale; · a fare un uso riservato delle informazioni acquisite in virtù
dei propri incarichi operativi; · ad applicare con scrupolo e diligenza le
varie procedure nello svolgimento dei servizi agli associati CIA, al fine di
evitare loro pregiudizi e ritardi e comunque per evitare di far conseguire loro
indebiti contributi, aiuti, sussidi e finanziamenti; · a svolgere l'attività
lavorativa nell'interesse della CIA, attenendosi alle direttive degli organi
associativi, al fine di conseguire i risultati indicati dalla
Confederazione; · ad informare e concordare con la CIA eventuali incarichi o
rapporti di lavoro o di collaborazione esterni al sistema.
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SANZIONI |
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La violazione dei doveri o degli obblighi derivanti dal presente Codice Etico,
comportanti pregiudizio diretto o indiretto al sistema Cia, determina
l'applicazione delle sanzioni previste dall'ar.13 del Regolamento della CIA.
Qualunque associato può segnalare al competente organo associativo la
violazione della norme del presente Codice Etico da parte di un associato CIA.
L'organo valuta la segnalazione e ove lo ritenga, chiede al competente
Collegio dei Garanti la valutazione del fatto contestato e l'eventuale
applicazione di una sanzione, proporzionata alla gravità, rilevanza e
pregiudizio subito dalla CIA. Prima di richiedere l'applicazione della
sanzione al Collegio dei Garanti, l'organo competente è comunque tenuto a
contestare il fatto all'interessato, ponendolo nelle condizioni di esporre
compiutamente le proprie ragioni difensive.
La violazione del presente
Codice Etico da parte dei dipendenti CIA o delle strutture da essa promosse,
comporta, oltre le sanzioni previste dal regolamento CIA, applicate ai sensi del
comma precedente, anche le sanzioni disciplinari previste dal Contratto
collettivo di lavoro applicato, nei modi e forme ivi previste. Le sanzioni,
sulla base della gravità della violazione e del pregiudizio arrecato per il
sistema confederale, possono riguardare il richiamo scritto, la censura, lo
spostamento ad altra area o ufficio confederale senza riduzione di mansione, la
sospensione temporanea dello stipendio, la cessazione del rapporto di lavoro. In
ogni caso qualsiasi provvedimento sanzionatorio deve rispettare le procedure
previste dall'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori e/o da normative speciali,
dove applicabili. Per questi motivi il presente Codice Etico deve essere portato
a conoscenza dei dirigenti, dei dipendenti e dei collaboratori, nelle debite
forme previste dall'art. 7 della legge 300/1970.
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